La fine del reddito di cittadinanza

La soppressione del reddito di cittadinanza (Rdc) è ormai cosa fatta. Invocata da tutti, destra sinistra centro, imprenditori, albergatori, ristoratori, caporali e riccastri vari, e per nulla contrastata da chi lo aveva introdotto, vale a dire il movimento 5 stelle. Perché quando il mondo del potere si ricompatta contro i poveracci, i poveracci rimangono in mutande. La sconfitta dei ceti subalterni trae origine da un errore semantico dei cinque stelle, i quali per scopi propagandistici chiamarono quello che era un normale sussidio di disoccupazione di medio-lungo periodo, presente in forme diverse in tutti gli Stati europei, Reddito di Cittadinanza per imbonire i sostenitori e fargli credere che loro erano in grado di aprire il parlamento come una scatoletta.

La differenza tra il Rdc e il sussidio di disoccupazione risiede nel fatto che l’Rdc viene erogato senza richiesta di contropartita da parte del destinatario. L’Rdc non è legato al lavoro ma alla cittadinanza e viene dato a tutti i cittadini in difficoltà economica, senza che questi debbano dimostrare di essere attivamente in cerca di lavoro o di frequentare un corso di riqualificazione professionale. Non è una mancia ma un diritto di cittadinanza che parte dal presupposto che, in uno stato civile, a nessuno debba mancare un tetto sopra la testa e nessuno debba soffrire la fame. A parte qualche esperimento geograficamente limitato, nessun paese al mondo ha mai adottato il reddito di cittadinanza. Nemmeno l’Italia. Ma tutti i paesi europei hanno un sussidio alla disoccupazione. L’Italia no. l’Italia era e rimane l’unico paese europeo che non ha nessuna forma di sostegno per i disoccupati di lungo corso, il cui peso è scaricato dallo Stato interamente sulle spalle delle famiglie.

Chi era contrario a qualsiasi forma di sussidio, perché il salario di riserva consentiva al lavoratore di rifiutare paghe sotto il livello di sussistenza, ha usato il termine Rdc per narrare la leggenda di soldi dati a sbafo e senza impegno a pelandroni che non hanno voglia di fare un cazzo tanto che se il paese sta andando a rotoli la colpa è proprio di questi scansafatiche che non vogliono lavorare dieci ore al giorno a 4 o 5 € l’ora. E allora tanto vale fare venire barconate di africani che sono più facili da ricattare. Oppure l’altra leggenda che narra di imbroglioni che intascano l’Rdc e poi lavorano in nero, altro che bisognosi, e magari si fanno le vacanze alle Maldive e intanto paga Pantalone. Quindi via il reddito. Che sarebbe come dire che, siccome non pochi politici rubano, truffano intrallazzano con la mafia, si fanno corrompere o sono semplicemente inetti, via il Parlamento. Ma quello che vale per i poveracci non vale per chi sta sopra, ergo via il reddito ma il politico intrallazzone e/o incapace ci rimane sul groppone; vogliamo mica colpevolizzare tutti per qualche pecora nera?

 

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